Linee guida per lo sport dei bambini

Lo sport per i più piccoli

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Parliamo così tanto dello sport e dei suoi benefici che, a volte, dimentichiamo di menzionare quanto queste riflessioni valgano anche per bambini e bambine. Rimediamo subito! Speriamo che questi consigli possano tornare utili per i vostri figli, nipoti o cuginetti!

Due cose fondamentali da tenere in conto

Quando si parla di sport e bambini, due cose devono essere chiare e assodate. Uno, l’attività fisica è importante in tutte le età, ed è imprescindibile da bambini. Fa parte dello sviluppo fisico e psicologico della persona e non deve essere trascurata. Due, i bambini non sono piccoli adulti: non si può pensare di far fare le nostre stesse cose, men che meno con gli stessi nostri obiettivi.

Allora, abbandoniamo per un attimo la prospettiva “adultocentrica” e andiamo a vedere cosa dicono le recenti evidenze scientifiche sullo sport in età infantile.

Muoviti!

L’attività motoria da bambini è imprescindibile. Fin qui, nessuno transige. Molte linee guida medico-sportive raccomandano almeno un’ora di movimento al giorno, che sia durante la scuola, in club sportivi o semplicemente durante i giochi con coetanei o genitori.

Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, la parte fisica, ovviamente: muoversi sviluppa forza, agilità, resistenza, le capacità cardiovascolari e quelle cinetiche, aiuta ad assumere una postura corretta e diminuisce il rischio di obesità (purtroppo in aumento tra i bimbi di oggi). Di fatto, aiuta il bambino a star dietro alla crescita fisiologica del suo corpo: rafforza i muscoli mentre le ossa si allungano, evita storture posturali altrimenti difficili da correggere, eccetera. Se siamo animali che si muovono, allora muoviamoci fin da subito!

Ci sono poi benefici legati alle capacità spaziali e coordinative: muovendosi, il bambino impara a gestire lo spazio – e il suo corpo nello spazio. Prende coscienza delle distanze, della spazialità e migliora l’orientamento. Questo non è importante solo durante l’infanzia, ma anche durante l’adolescenza, quando la crescita repentina del corpo fa perdere molti punti di riferimento e ragazzi e ragazze hanno bisogno di ricalibrarsi.

Infine, ci sono tutti i benefici legati a salute mentale, socialità e capacità cognitive. Gli studi di psicologia dello sviluppo degli ultimi anni hanno prodotto così tanta evidenza dei benefici sportivi per i bambini, che vale la pena dedicarci un intero paragrafo.

Testa, corpo e salute

Per un bambino, fare sport non significa solo muoversi: significa anche interagire con i coetanei, in un contesto protetto e capace di dare libero sfogo alla sua energia. Mentre corre e salta, ha l’occasione di farsi dei nuovi amici, che magari non avrebbe mai incontrato, e impara il valore del gioco di squadra – anche negli sport “individuali”, dove si gareggia da soli ma ci si allena assieme. Ha la possibilità di confrontarsi con altri modelli di autorità che non siano i genitori o gli insegnanti, potendo quindi sperimentare vari approcci che andranno a costruire il “suo” approccio una volta diventato grande.

Gli sport hanno normalmente regole, che si impara a rispettare, e ricompense, che si impara a ottenere giocando pulito e impegnandosi. Se accompagnati da figure autorevoli e amiche, i bambini imparano da successi e fallimenti durante le gare e le competizioni.

Inoltre, molti studi hanno osservato che chi pratica sport va spesso meglio a scuola. Non si sa ancora benissimo perché: forse perché si impara a gestire meglio tempo e compiti, forse perché dar libero sfogo alle energie aiuta poi la bambina a concentrarsi sullo studio, o forse ci sono processi neuro-fisiologici coinvolti. Il consenso, in ogni caso, è di non togliere l’ora di sport a un bambino: come si suol dire, “mens sana in corpore sano”!

Quale sport scegliere?

C’è un elenco infinito di sport che possono venire scelti, dall’atletica al basket, dal nuoto al baseball, dalla bici alla pallavolo. Ce ne sono di individuali o di gruppo, su terra o in acqua, e adatti a tutti i gusti. Chi parla inglese, può consultare il sito del National Health Service britannico che elenca i vari sport e aiuta nella scelta con piccoli quiz e giochi.

La parola d’ordine, in generale, è divertirsi. Lo sport deve essere un piacere, non una costrizione, e una valvola di sfogo piuttosto che un’arena competitiva. Altrimenti fa solo danni (ne parleremo in un altro articolo!). Peggio ancora, far detestare uno sport a un bambino rischia di allontanarcelo anche da adulto, quando invece dovrebbe continuare gli esercizi fisici per mantenersi in salute – ma di questo parliamo già abbastanza, vero?

I bambini non sono piccoli adulti

I bambini hanno necessità diverse da quelle degli adulti: non devono dimagrire, non hanno una prova costume né devono anticipare l’osteoporosi delle ossa. Al contrario, hanno bisogno di sviluppare capacità motorie nuove, costruire il proprio “bagaglio” e sostenere la crescita di testa e corpo. Per questo, l’aspetto del “gioco” è importantissimo.

Ogni tipologia di sport fa bene, purché preveda un buon mix di attività. Per svilupparsi a tutto tondo, i bambini hanno bisogno di sperimentare, provare esercizi sempre nuovi e diversi. Alla corsa vanno affiancati i salti, ai lanci vanno aggiunti esercizi di coordinazione con corde, palle o clavette. Il rinforzo muscolare non può mancare, ma dev’essere tarato all’età e allo sviluppo del corpo – anche per evitare di stressare ossa e cartilagini ancora in fase di sviluppo.

Per queste ragioni, la maggior parte dei club per i più piccoli prevedono tanti giochi diversi, che magari c’entrano poco con la disciplina specifica. Servono tutti per creare buone basi; anche negli sport competitivi, ci si inizia a specializzare da adolescenti, e da adulti si potrà diventare campioni.

All’ultimo punto si connette anche l’aspetto agonistico: a parte pochissime eccezioni, il massimo sviluppo motorio avviene alla fine dell’adolescenza. Prima, è inutile e anzi controproducente insistere su una disciplina: quanti sono i casi di ragazzi che hanno iniziato facendo qualcosa e poi si sono specializzati in altro! Gianmarco Tamberi, campione di salto in alto, faceva basket: ha imparato così bene a saltare per schiacciare a canestro che ha vinto l’oro olimpico nell’atletica! In generale, quindi, non pensiamo ai bambini come dei “piccoli noi”: stanno ancora costruendo la base di una piramide, che da adulti li porterà forse a specializzarsi – ma, per il momento, è meglio che si concentrino a costruirla il più ampia possibile.

Bibliografia

[1] Roberts, Glyn C., and Darren C. Treasure. “Children in sport.” Sport Science Review (1992).

[2] Bailey, Richard. “Physical education and sport in schools: A review of benefits and outcomes.” Journal of school health 76.8 (2006): 397-401.

[3] Federazione Italiana di Atletica Leggera, “Il nuovo manuale dell’istruttore di atletica leggera”, FIDAL, 2018

[4] NHS, “Sport and activities”, https://www.nhs.uk/healthier-families/activities/sports-and-activities/#get-going, aggiornato al 03/12/2022 [5] Mayo Clinic, “Health benefits of kids and sports”, 19/09/2022, https://newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/mayo-clinic-minute-what-are-the-health-benefits-when-kids-play-sports/